Fobia sociale: modalità, cause e cura

Fobia sociale  fobia sociale dr. stefano di carlo

La fobia sociale è un disturbo d’ansia consistente in una angosciante paura della valutazione e giudizio altrui. Tale fobia si attiva immediatamente al pensiero di poter commettere degli errori, alla credenza svalutante di non essere  all’altezza degli altri, alla costatazione di avere un difetto psico/fisico su cui le persone potrebbero ridire o deriderci. 

 fobia sociale dr. stefano di carlo Fobia sociale: le mille maniere 

  • c’è il dirigente che ha il terrore di parlare in pubblico, perché teme di poter sbagliare;
  • c’è l’ingegnere che trema ogni qual volta deve affrontare una riunione di lavoro con gli altri colleghi, per la paura di non essere all’altezza del compito e della funzione che esercita;
  • c’è la professoressa che vive con il patema d’animo che si possa scoprire che non ha compiuto gli studi classici per insegnare l’Italiano;
  • c’è la segretaria dell’azienda che diventa rossa-fuoco ogni qualvolta deve parlare con il datore di lavoro, come se fosse una bambina impacciata;
  • c’è la dipendente che balbetta di fronte al proprio collega che le suscita simpatia;
  • c’è l’impiegato che si strugge dentro perché vorrebbe chiedere l’aumento, ma se ne vergogna immaginando le reazioni di disapprovazione del datore di lavoro;
  • c’è il giovane con la faccia piena di brufoli che si massacra il viso nell’intento di farne scomparire qualcuno;
  • c’è la ragazza che si veste sempre con lunghi e neri pantaloni per nascondere le gambe un po’ in carne;
  • c’è la signora di mezza età alla ricerca del miglior chirurgo estetico perché si vergogna del proprio naso aquilino;
  • c’è il giovane insicuro che cammina sempre con gli occhiali da sole perché teme di essere guardato e giudicato dagli altri;
  • c’è il ragazzo che si sta isolando perché non sa come e cosa dire di fronte alle compagne di scuola;
  • c’è il trentenne che guarda da dietro i vetri della propria finestra la ragazza della porta accanto verso la quale sente uno struggente tuffo al cuore;
  • c’è l’anziano signore che non frequenta più il gruppo di amici per non essere preso in giro a causa dell’ipoacusia;
  • c’è il cantante e l’attore che si stordisce con alcol e psicofarmaci per il terrore di doversi esporre durante le performance;
  • c’è il pianista che smette di suonare di fronte agli altri a forza di pensare di poter sbagliare e fare una figuraccia;
  • c’è il bigliettaio che evita di controllare i passeggeri per paura di poter avere un diverbio.
    Tutte queste persone potranno ripetersi la frase di Montesquieu: “La timidezza è stato il flagello della mia vita”.  fobia sociale dr. stefano di carlo
  • Tutte queste apprensioni e paure, più o meno gravi, si caratterizzano per: 

    • un senso di disagio che assale nelle situazioni con connotazioni sociali;
    • una paura spropositata del giudizio altrui;
    • un’eccessiva attenzione e ipercontrollo dei propri pensieri, emozioni, comportamenti che impediscono di essere sciolti e spontanei nel contesto e nelle relazioni sociali.

Fobia sociale: la statistica 
La fobia sociale sembra poter influenzare, in pari misura, sia donne che uomini. Essa appare intorno ai 15 – 25 anni e si sviluppa in maniera subdola nel prosieguo della vita, se non la si riesce a debellarla anzitempo. Si manifesta dopo eventi imbarazzanti che hanno segnato il percorso esistenziale della persona e si perpetua con i tentativi infruttuosi messi in atto. Il fobico sociale si sente come un equilibrista che deve camminare su una fune tesa al centro di due ali di folla di persone.   

Fobia sociale:le situazioni a rischio   fobia sociale dr. stefano di carlo

  1. Situazioni di performance 

    Sono tutte quelle manifestazioni in cui siamo sotto la lente osservatrice di una persona, gruppo, pubblico che ci dovrà esaminare/valutare. Mi riferisco ai momenti di esami scolastici-professionali, ai colloqui di lavoro per assunzione, alle performance professionali di vario genere, come parlare in pubblico, tenere una lezione/conferenza, esibirsi su un palcoscenico davanti a una platea.  Parecchi artisti non potranno manifestare il loro talento perché bloccati dalla fobia sociale e svariati musicisti si ridurranno a fare gli insegnanti di musica per sottrarsi alla paura dell’esposizione da performance in pubblico. 

  2. Situazioni di propria affermazione

    Sotto questa categoria trovano spazio tutte quelle persone che hanno difficoltà ad esprimere la propria personalità, i propri diritti, i propri bisogni. Per esse dire di no a qualcuno è come scalare una montagna con forte dislivello; fare una dichiarazione d’amore, è come sentirsi scorticato; esprimere il proprio punto di vista o fare delle recriminazioni per torti subito o disagi, è penoso a tal punto da volersi volatilizzare.

  3. Situazioni al centro dell’attenzione
    Sono tutte quelle situazioni non cercate e non volute in cui siamo sotto la lente osservatrice degli altri: passare di fronte a dei tavolini del bar, arrivare tardi a una manifestazione e doversi sedere in prima fila, alzarsi dal proprio posto per andare in bagno, aprire una porta rumorosa attirando l’attenzione degli astanti, camminare in piazza davanti a tante persone curiose ed osservatrici, essere costretti a parlare da un palcoscenico, dover attraversare una fila di persone.
  4. Situazioni di rivelazione di sé
    Sono quei momenti in cui dobbiamo parlare di noi, svelare fatti e aneddoti della propria vita con rilevanze psicologiche e intime. La paura che attanaglia è quella di apparire fragili, inferiori agli altri o di essere giudicati negativamente per il contenuto della nostra comunicazione. Il meccanismo di difesa più usuale di queste persone è il silenzio ad oltranza su di sé, come se fossero degli enigmi da decifrare.
  5. Situazioni di interazioni con gli altri

    Sono tutte quelle situazioni sociali in cui ci si incontra con l’altro. In ascensore siamo imbarazzati dal silenzio che contribuiamo a creare; nelle feste o ricorrenze sociali le banalità sono all’ordine del giorno e servono a nascondere il senso di imbarazzo di interagire con gli altri. Comunicare oramai è diventato un passatempo solo per amici; ci si sente a disagio con gli altri e riempiamo dei vuoti, dei silenzi, degli imbarazzi, con frasi banali, con silenzi, con discussioni sul tempo o saltando di “pala in frasca”, da un argomento all’altro. In queste situazioni, alcuni si sentono maggiormente a disagio e si tormentano con mille pensieri devitalizzanti, con scenari catastrofici, con senso di vergogna oppure evitano magistralmente qualsiasi occasione di scambio di comunicazione, facendo finta di essere occupato in qualche azione personale.           

  6. Fobia sociale: la cura   fobia sociale dr. stefano di carlo
    – Dai un calcio ai tuoi e altrui giudizi . Per uscire dalla fobia, bisogna non assecondare la mania di volersi giudicare capziosamente come se si dovesse  “spaccare” un pelo in quattro ! A maggior ragione se ciò dovesse provenire da persone che neanche ci conoscono.
    – Non paragonarti agli altri. Un altro meccanismo che si insinua nella mente del fobico sociale è il persistente paragone con gli altri che reputa superiori per cultura, per gradevolezza dei tratti fisici, per intelligenza. Il confronto sociale attiva continui pensieri intrusivi destabilizzanti che aggravando il senso di inadeguatezza e di vergogna.
    – Affronta ciò che temi. La regola d’oro sulla quale convengono tutte le forme di terapia efficace, è quella di saper affrontare ciò che si teme. Lo si deve fare a piccoli passi, con esperienze “casualmente programmate” e predittive di successi liberatori. 
    Il focus terapeutico della guarigione consiste nello smettere di evitare le mille situazioni relazioni; smettere di premunirsi con sottili espedienti autoprotettivi; smettere di avere uno sguardo percettivo/accusatorio dei propri limiti.  ”Appunto perché siamo fragili, siamo teneri!”.

     

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