La Paura

la paura -Paure-Infantili1“La paura è un presagio inquietante di un pericolo reale e specifico”, è come se qualcosa di temuto possa realizzarsi; essa è una percezione che scatena uno stato di tensione emotiva che, a sua volta, innesca una reazione psicofisiologica che  si manifesta con tremori, sudori, palpitazioni, incremento del ritmo cardiaco, respiro affannoso.
Mentre la paura è un processo cognitivo e valutativo dello stimolo minaccioso, l’ansia, invece, è la risposta psicofisiologica a tale percezione-emozione.

Questa distinzione la reputo fondamentale perché, confondendo queste due modalità dell’organismo, si potranno, in seguito, commettere degli errori nella prospettiva della guarigione. Spesso nelle terapie si cura l’ansia con tecniche di rilassamento, training autogeno, ginnastica, massaggi antistress, ma non si affronta la paura che sta dietro alle reazioni psico-fisiologiche.

In questo modo la persona continuerà a soffrire e a credere di avere questo ingrato destino. La cosa fondamentale, dunque, è di sapere affrontare e superare la paura, ed in seguito a ciò anche l’ansia tenderà a diminuire e a scomparire. In alcune situazioni, però, quando l’ansia è troppo elevata, può fungere da causa scatenante la paura; solo in questi casi bisogna dare la priorità a far abbassare le manifestazioni psicofisiologiche, onde far scemare la paura.
Da queste considerazioni emerge un dato inequivocabile: che la paura è una forma di percezione, l’ansia una reazione fisiologica; che un disturbo fobico non può essere equiparato a un disturbo dell’ansia.
Lo studioso di neuroscienze Damasio utilizza una calzante analogia per spiegare tale differenza concettuale e curativa “bloccare le reazioni fisiologiche della paura con sedativi o interventi chirurgici sulle zone interessate del cervello, è come ingessare una persona e poi sottoporlo a stimoli per lui spaventosi. Egli non potrà reagire, ma avrà comunque, la percezione della paura”.
La paura viene attivata quando una persona è esposta, realmente o virtualmente, allo stimolo od oggetto temuto e di conseguenza prova poi ansia, come stato emotivo e  spiacevole.

la paura - medico_400L’esposizione alla situazione od oggetto temuto può provocare alcuni comportamenti automatici che sono assenti o flebili nella vita quotidiana. La risposta dell’organismo alla minaccia si manifesta in tre modi:
–         la mobilitazione;
–         l’inibizione;
–         la smobilitazione.

►Con la mobilitazione l’organismo si attiva a livello fisiologico aumentando il ritmo cardiaco, la pressione sanguigna, la sudorazione; si attiva a livello cognitivo con l’ipervigilanza nei riguardi di alcuni segnali e indizi relativi ai pericoli. Il contenuto dei pensieri può riferirsi al passato, al presente o al futuro. Si attiva a livello emotivo, con irrequietezza, e tensione. Si attiva a livello comportamentale con incremento dell’attività muscolare, col tremore, col camminare avanti e indietro, col bisogno di fare qualcosa, un po’ per scaricare la tensione e un po’ come meccanismo di allontanare la paura.

►Con l’inibizione la persona si blocca dalla paura, a tal punto da rimanere pietrificata, imbambolata, confusa. L’inibizione può provocare delle interferenze a livello cognitivo con disturbi a livello dei ricordi, del ragionamento, della concentrazione. Può provocare dei blocchi muscolari a livello comportamentale, a tal punto che la persona sbianca in faccia, ha difficoltà di movimenti, balbuzie o parziale mutismo. Questo tipo di reazione era quella preferita da Susanna. Ogni volta che era interrogata, diventava rossa, entrava in confusione mentale,nonostante avesse studiato, e farfugliava delle frasi sconnesse. Le sue performance erano sul sufficiente, mentre dopo lo sblocco, salirono a più che buono.

►Con la smobilitazione, la persona può avvertire debolezza, senso di svenimento, di mancanza di stabilità nelle gambe, di giramenti di testa, senso di irrealtà e di depersonalizzazione.  La signorina Maria era stata accusata dalle colleghe di fare la corte al fratello del direttore dell’istituto educativo. Ella, che si trovava in mezzo a un gruppo di ragazzi, non reggendo alla vergogna e alla maldicenza, cadde a terra svenuta. In questo modo  si sottrasse a una situazione ansiogena e carica di pericoli.

Tutte queste reazioni ( lotta-fuga-blocco-svenimento) sono reazioni primarie caratteristiche di risposta al pericolo. Gli anglosassoni parlano delle “3 F”: fight (lotta), flight (fuga), freeze (immobilizzazione). Per approfondimenti: Di Carlo Stefano “I labirinti della paura” ed. Aurelia 2011

Dr. Stefano Di Carlo psicologo-psicoterapeuta
riceve a Bolzano,Trento e Verona
www.dicarlostefano.it; cell: 3356137977

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