IL MONACO E IL MAESTRO

il monaco e il maestro - images-6Il MONACO E IL MAESTRO
Un monaco si lamentò con il suo maestro perché non riusciva a raggiungere il versante opposto di una montagna.

“La colpa è tua” gli rispose il maestro. “In che cosa sbaglio? Che cosa mi manca?” domandò l’allievo. “Vieni con me, e te lo mostrerò.”
Il maestro chiamò un altro discepolo, che era cieco, e tutt’e tre si recarono sulla montagna, in un punto in cui uno stretto tronco era stato gettato su un burrone. “Attraversa!” disse il maestro al primo monaco. Il poveretto guardò il fondo del burrone, il debole tronco e rispose: “Non posso: ho paura”. Allora il maestro si rivolse al discepolo cieco e gli diede lo stesso ordine. Il monaco attraversò senza esitare il burrone. “Hai capito?” domandò il maestro al primo monaco.

È sempre la paura il sentimento che si oppone al nostro risveglio: la paura di essere autonomi, la paura dell’ignoto, la paura di perdere il proprio io, la paura della responsabilità. Eppure, per colmare il divario, per raggiungere l’altra riva, è necessario affrontare l’abisso; e questo non può essere fatto se non si eliminano i mille timori che ci accompagnano nell’attraversamento. 
Questo aneddoto, il monaco e il maestro, ti permette di riflettere su di te, sulle tue paure e su quanto hai perso, in termini di espansione e di crescita, per ascoltare le mille paure che non ti hanno permesso di esplorare nuovi mondi, nuove relazioni, nuovi amori. Ogni ostacolo, ogni difficoltà che la vita ci presenta li si può affrontare e superare con una una buona dose di coraggio, sicurezza e accortezza. Nessuno ha mai avuto successo senza osare e rischiare in maniera accorta e senza pagarne un dazio. L’aneddoto, il monaco e il maestro, ci fa capire come ogni avventura ed esperienza la si potrà conquistare sapendone pure pagare un piccolo dazio. Nessuno raggiunge la vetta senza fatica, sacrificio e intraprendenza. L’alternativa sarà di rimanere nei luoghi conosciuti e nei comportamenti risaputi. Il burrone lo si attraversa, altrimenti si rimane limitato nel proprio haitat, nella propria zona comfort.