Problem solving con gli alunni difficili 

Il problem solving è un insieme di processi orientati ad analizzare, affrontare e risolvere positivamente situazioni problematiche. Tale processo di problem solving si compone di sei fasi ben distinte:

  1. problem finding (riconoscimento dell’esistenza di un ostacolo/problema);
  2. problem setting (definire e descrivere il problema in termini concreti,visibili,attuali);
  3. problem analysis (il problema viene scomposto in tanti più piccoli, affrontabili e risolvibili);
  4. problem solving (rimuovere la causa del problema per non farlo ripresentare);
  5. decision making (prendere delle decisioni in base alle risultanze delle precedenti fasi);
  6. decision taking (passare all’azione della realizzazione monitorando il risultato atteso).

 Colui che deve affrontare e risolvere un problema, deve possedere abilità e caratteristiche di flessibilità percettiva/cognitiva; deve avere curiosità intellettiva, disponibilità all’ascolto empatia e deve avere una formazione culturale eterogenea. Deve anche possedere capacità autonome di giudizio e nessun timore del giudizio altrui.

 Il metodo di problem solving non è solamente utile nel settore industriale, ma può essere applicato anche in campo educativo e scolastico. La scuola, infatti, viene a contatto con il mondo degli alunni e dei loro genitori che qualche volta risultano essere portatori di problemi. Gli insegnati, perciò dovranno essere preparati e attrezzati nell’uso del problem solving per non rimanere spiazzati e impotenti nell’affrontare e risolvere i problemi quotidiani con gli alunni. A tale scopo ho attivato consulenze personalizzate e corsi di formazione di problem solving per rispondere compiutamente a tali esigenze e assenza formativa.

Si è constatato che il carico maggiore del dispendio di energia dell’insegnante lo si ha non tanto nel preparare le lezioni e nell’aggiornamento di esse, ma nella gestione emotiva-relazione delle situazioni con gli “alunni difficili”.

schoolSempre più spesso, l’insegnante si trova a dover gestire comportamenti disturbanti la lezione e tendenti alla conflittualità. In questi casi, le sole buone intenzioni non riescono a fornire  strategie efficaci d’intervento, né ad eliminare le situazioni negative che, alla lunga, incidono fortemente sull’andamento generale dell’apprendimento e dello sviluppo psico-sociale. La necessità di possedere delle abilità di problem solving risultano fondamentali e trasversali nel panorama delle risorse da acquisire.

I docenti, pur avendo conoscenze aggiornate sulla didattica e sulle  dinamiche interpersonali, si riscoprono privi di modelli e tecniche  risolutive delle situazioni disfunzionali. Alla lunga, la persistenza del problema non risolto, sfianca l’insegnante, ne prosciuga l’energia e fa calare la motivazione professionale.

Il corso di problem solving  si propone di rispondere a tali bisogni, fornendo conoscenze con analisi dettagliate e sviluppando competenze operative, specifiche ed evolute, atte ad affrontare e risolvere i problemi  più ricorrenti  nella vita della classe.

La metodologia verterà sul “learning by doing”. Il 70% del corso sarà dedicato all’aspetto pragmatico dell’imparare le strategie, mentre il 30% sarà utilizzato per l’inquadramento teorico-epistemologico sotteso allo stesso  intervento.

 

Argomenti trattati

Aspetti Teorici

  • La realtà di primo e secondo ordine
  • Dalla realtà assoluta alle mappe mentali
  • Le barriere della percezione
  • Simmetria e complementarietà tra insegnante e alunno
  • Il linguaggio che influenza
  • La relazione che conquista
  • Dal disagio evolutivo, al problema che si radica
  • Come si forma un problema, come persiste, come si risolve

  Problemi ricorrenti

  • Il disturbo da deficit di Attenzione con Iperattività
  • Il disturbo oppositivo-provocatorio
  • Il bullismo
  • Il mutismo elettivo
  • Il disturbo di evitamento
  • Conflitto, aggressività e litigi tra gli allievi
  • La lentezza nell’apprendimento
  • Il blocco emotivo nell’apprendimento
  • Come rendere collaborativi i genitori degli alunni
  • Il bambino che ha difficoltà a separarsi dai genitori
  • Il bambino timido/periferico/escluso dal gruppo
  • L’integrazione del bambino extracomunitario

 

Fasi dell’intervento

  • Definizione e Analisi del problema
  • Accordo sugli obiettivi specifici da raggiungere
  • Individuazione delle tentate soluzioni disfunzionali dell’insegnante
  • Elaborazione e utilizzo delle strategie efficaci
  • Valutazione ed eventuali modifiche degli interventi

Si prevede una prima fase di full immersion e delle supervisioni di casi portati dagli stessi insegnanti durante l’anno scolastico. In questo modo il docente viene non solamente istruito nelle strategie, ma anche accompagnato nella loro realizzazione.

Il corso viene attivato su richiesta dei dirigenti di scuola; esso sta riscuotendo unanimi consensi sia per l’aspetto formativo, sia per l’acquisizione di nuove modalità di gestione delle situazioni problematiche che si incontrano nelle classi. C’è la possibilità di essere inserito presso i cinque corsi attivi di Bolzano e Trento, anche se si appartiene a un altro plesso scolastico.

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