bannerMobbing

Mobbing e relazioni: Problemi Interpersonali

Andare d’accordo con gli altri non è semplice, ma neanche impossibile. Spesso tendiamo a preferire i nostri”simili” di personalità, comportamenti, idee, ma dobbiamo imparare a relazionarci armonicamente con chi la pensa in maniera diversa da noi e che è portatore di novità e di differenze.
Andare d’accordo con gli altri è di gran lunga più vantaggioso dal mantenere relazioni fredde od ostili. Ma per far ciò bisogna vivere come ci insegna Gandhi “sii quello che vorresti che il mondo fosse”.

La terapia efficace dei rapporti interpersonali porta la persona ad allargare le proprie percezioni, ad imparare le strategie più efficaci del vivere insieme e ad essere malleabile per “essere come l’acqua che vince tutto perché si adegua a tutto”.
Le forme estreme dei disturbi relazionali possono causare aggressioni, paranoie e stress.

Nelle sedute terapeutiche utilizzo delle specifiche strategie per le diverse tipologie di problemi interpersonali:

  • far canalizzare l’aggressività distruttiva
  • insegnare a saper dire di no e ad affermarsi con gli altri
  • evitare di cadere nelle trappole della maldicenza
  • utilizzare le tecniche dell’assertività
  • interrompere i pensieri ossessivi e le paranoie sugli altri
  • come uscire dalla spirale del mobbing

Due-ricci“In una fredda giornata d’inverno un gruppo di porcospini si rifugia in una grotta e per proteggersi dal freddo si stringono vicini. Ben presto però sentono le spine reciproche e il dolore li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li porta di nuovo ad avvicinarsi si pungono di nuovo. Ripetono più volte questi tentativi, sballottati avanti e indietro tra due mali, finchè non trovano quella moderata distanza reciproca che rappresenta la migliore posizione, quella giusta distanza che consente loro di scaldarsi e nello stesso tempo di non farsi male reciprocamente
(Schopenhauer)

 

Mobbing


mobbing

Il mobbing deriva dalla parola inglese mob che significa molestare. Nell’accezione odierna s’intende una modalità di vessazione psicologica sistematica perpetrata ai danni di qualcuno, a tal punto da costringerlo all’isolamento e poi alle dimissioni in ambito lavorativo.

Fu il medico svedese Paul Heinemann a parlarne per primo, individuando due tipologie:

  • mobbing verticale: quello attuato dai datori di lavoro verso i propri dipendenti per indurli all’autolicenziamento.
  • mobbing orizzontale: quello praticato dai colleghi di lavoro verso uno di loro.

La persona viene sottoposta a mobbing con emarginazioni, umiliazioni, declassamento lavorativo, insulti, fino ad arrivare anche ad aggressioni fisiche/verbali.

Come nel fenomeno del bullismo, anche nel mobbing ci sono le persone che , pur non partecipando direttamente all’azione vessatoria, scelgono di fungere da spettatori silenziosi senza curarsi a prestare alcuna difesa alla vittima, anzi isolandola per paura delle conseguenze.

Le cause possono essere molteplici: gelosie tra colleghi; problemi legati al ridimensionamento dell’organico; elevata competizione tra i colleghi; differenze di competenze professionali.

In fondo e in fine si vuole eliminare una persona scomoda per l’azienda o per il gruppo.

Statistiche: L’ISPESEL ci fa sapere che nel nostro paese sono circa un milione e mezzo i lavoratori vittime di mobbing, con punte di maggioranza al Nord (65%) e colpisce maggiormente le donne (52%). Le categorie più colpite sono gli impiegati (79%) seguiti dai diplomati (52%). Ma il mobbing colpisce anche gli operai, come addetti alle mansioni più semplici.

In Europa le vittime di mobbing sono calcolate all’incirca in 12 milioni.

Al primo posto c’è l’Inghilterra con il 16%, mentre l’Italia con il 4% si pone al di sotto della media europea.


Effetti psicologici

mobbing2La persona che subisce mobbing, accusa diversi disturbi psicologici.

Dapprima soffre di solitudine, con insonnia e incubi notturni, dopo l’ansia diventa cronica con disturbi più gravi come depressione, pensieri ossessivi e uso continuo di tranquillanti. Infine la vittima può sviluppare aggressività intrapunitiva o rivolgerla verso l’esterno con rischio di licenziamento o danni alla propria salute.

Ho curato tante persone a evitare di cadere nella trappola del mobbing, insegnando loro le strategie di difesa, di armonia con il proprio benessere e di come relazionarsi senza subire le conseguenze del suo modo di farsi vittima.

Se si entra nell’escalation dell’aggressività contro gli altri o dei pensieri ossessivi, si rischia di entrare sotto stress e di subire le conseguenze a livello psicosomatico.

Si può gestire la situazione in maniera strategica e percorrendo il motto cinese di “Vincere senza combattere!”

Se non sai come uscirne fuori da una situazione di stress o di mobbing, ti posso aiutare a saperla gestire e a trovare la tua serenità.

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestDigg thisShare on RedditEmail this to someone